2019_principi_inside

Alla base dell’attività elettroterapeutica e in particolare dell’attività elettroterapeutica di SCENAR

si trova il meccanismo neuroadattativo dell’adattamento, che garantisce l’equilibrio dinamico dell’organismo umano tanto con l’ambiente circostante che con l’ambiente interno, l’omeostasi, ovvero lo stato di essere in salute.

La regolazione di tutte le funzioni vitali avviene grazie alla stretta connessione ed alla interazione tra sistema endocrino e sistema nervoso, i cui effetti vengono mediati attraverso il rilascio dalle cellule nervose di sostanze biologicamente attive chiamate neuromediatori (NM) – i neuromediatori classici – ammine (acetilcolina, noradrenalina, etc.) e amminoacidi (glutammina, asparagina, ecc.), che sono tipici delle fibre nervose spesse mielinizzate A e B ed hanno un effetto fisiologico chiaramente definito (rapido e breve); neuropeptidi (NP) – il gruppo di neuromediatori più grande e attualmente più importante da un punto di vista medico e fisiologico – endorfine, encefaline, neurotensine, bradichinine ed una gran quantità di altri tipi (più di 2000 in tutto).
I neuropeptidi sono i neuromediatori principali per le fibre C sottili, non mielinizzate, che risultano essere particolarmente difficili da eccitare (attivare). Queste fibre peptidergiche (che producono neuropeptidi) compongono la maggior parte (più del 70%) dei tratti nervosi.

La scienza contemporanea ha già provato in modo privo di ambiguità che

grazie alle loro proprietà specifiche (effetto di lunga durata, esteso nel tempo e nel luogo, formazione di catene e cascate regolative complesse per il controllo di funzioni fisiologiche multiple, potente effetto analgesico, ecc.) i neuropeptidi, farmaci endogeni propri del corpo umano, svolgono tutti i processi autoregolatori ed autoterapeutici volti al mantenimento ed al ripristino dell’omeostasi, ovvero lo stato / la condizione della salute dell’organismo.

E’ questo il motivo per cui lo scopo principale dell’elettroterapia è far sì che venga attivata la quantità maggiore di tessuto nervoso per il tramite dell’attivazione delle fibre C peptidergiche (che producono neuropeptidi), per avere come risultato il rilascio di una dose efficace di neuropeptidi, che sono necessari per aver ragione dei disturbi presenti nell’organismo.

Tale scopo può essere raggiunto solo fino ad un determinato livello con l’ausilio dei metodi convenzionali di elettroterapia:

– in seguito al carattere non fisiologico dei loro impulsi, per forma e durata, si ottiene principalmente una attivazione delle fibre A spesse, mentre è praticamente impossibile attivare le fibre C estremamente sottili senza il rischio di danneggiare il resto del tessuto.
– il processo di assuefazione dell’organismo a simili impulsi ha come effetto, in tempi relativamente rapidi, una diminuzione dei loro effetti terapeutici.